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Lingua Madre 2011

I racconti premiati e le loro autrici
Storie di vita e di passioni, di speranze e di paure, di emozioni.
Da tutto il mondo all'Italia, i racconti di Lingua Madre narrano nella lingua di adozione, l'italiano, storie di nuova integrazione.
 
 

Prima classificata: Guergana Radeva (Bulgaria)

2011_LM-01L'incipit di Sconfini

Ti lasci trascinare dalla folla in movimento, ami tuffarti nei suoi colori e odori che scompigliano l’artificiosa perfezione del terminal inondato di luce algida, ma sopratutto ami bagnarti nei suoni d’ogni dove. Attraverso il linguaggio, l’uomo prende coscienza di sé, l’ego nasce per contrasto e vive per confronto, e smarrirsi nel brusio multilingue della folla è come smettere momentaneamente di essere ciottolo liscio e anonimo rivoltato dalle correnti sonore. Poi, al punto di controllo, il fiume umano si placa, catturato e incanalato. Cittadini UE a destra. Cittadini non UE a sinistra. Il rivolo davanti a te corre svelto e senza ostacoli, dovresti esserne lieta e invece sbirci la fila parallela con aria vagamente colpevole e una disagevole impressione di trovarti fuori posto, quell’assurda sensazione di non conformità che ti assale ogni volta che stai per attraversare una frontiera.

ascolta Sconfini

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Seconda classificata: Irene Barbero Beerwald (Germania)

2011_LM-02L'incipit di Strano, Estraneo, Straniero

Non scrivo nella mia lingua madre. Tuttavia scrivo nella mia lingua, giacché ogni cosa e ogni pensiero, ogni sogno e ogni numero si affacciano alla mia mente così. Anche il groviglio indistinto del lamento, anche la risata. È una lunga storia, è la risposta alla domanda che s’insinua, come una piccola trappola, in ogni nuovo incontro e ne spegne la magia: «Lei, di dov’è?». Ecco la scatola buia, confezionata con cura, o improvvisata con due cartoni di preconcetti da ricupero, ma sempre dotata di un solido coperchio e sopra il coperchio un’etichetta! Tu vedi il coperchio chiudersi sopra la tua testa, e lì rimani. E ogni tentativo di fuga ti porta a un nuovo fallimento. E tu resti entro quelle sei pareti come dentro a un mondo che per te si è fatto angusto.

ascolta Strano, Estraneo, Straniero

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Terza classificata: Generda Brace (Albania)

2011_LM-03L'incipit di Mamme

Sono stata da Laura oggi, abbiamo fatto i compiti insieme. Ha una bella casa Laura. Sua mamma fa l’insegnante. Alle cinque del pomeriggio è entrata in
camera e ha detto: «Laura, hai offerto qualcosa alla tua amica?». Noi eravamo così impegnate a ridacchiare e a parlare delle nostre cose che alla merenda non ci pensavamo proprio. Sua madre ha fatto un gesto di rassegnazione e ci ha detto di andare in cucina. Stava correggendo i compiti dei suoi allievi. Ha
liberato il tavolo, ha messo a scaldare il latte e ci ha servito una cioccolata calda, fumante. Buonissima. Anche una fetta di crostata. Wow! Doppio wow!
La mamma di Laura è una bella donna, sicura, elegante. Poi è squillato il telefono: era una sua amica. «Esco. Faccio un po’ di spesa e torno», ha detto a Laura. Poi si è rivolta a me «Se vuoi, quando torno, ti porto io a casa». L’ho ringraziata, ma sarebbe passata a prendermi mia madre.

ascolta Mamme

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Premio Speciale Donne italiane raccontano Donne straniere: Camilla Urso

2011_LM-04L'incipit di Canzoni di anima

Alle donne migranti, che migrando si perdono, che cantando tornano, e che tornando amano.
A ogni donna destinata a migrare per lasciare dietro di sé tracce di Terra
LYDIA.
Lydia in casa dice di avere una foresta.
La straordinarietà di Lydia è proprio questa: se lei non riesce ad attraversare il mondo, fa che sia il mondo ad attraversare lei. E quindi il parco di Modena,
dove porta a passeggiare l’anziano che accudisce, diventa natura in festa, cui devotamente chiede rami, foglie, arbusti, che in casa sua diventano foresta. Ha
più di sessant’anni, ma è di quelle creature femminili che sanno indossare l’età che vogliono avere.

ascolta Canzoni di anima

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Premio Speciale Rotary Club Torino: Jacqueline Tema (Madagascar)

2011_LM-05L'incipit di Due infanzie per Nambena

Sono nata in Madagascar trentacinque anni fa, sono “rinata” d’incanto a Torino ventitré anni fa.
Ho avuto un destino singolare. Ho vissuto due infanzie diverse e distinte, in due terre lontane tra loro, con due famiglie, due mamme, due nomi: Jacqueline,
il nome anagrafico, Nambena, il nome malgascio.
Anche quest’anno sono tornata a Shakalama, il mio villaggio d’origine nel sud dell’isola, dove vive Navo, la mia mamma, una donna alta, bella, con due grandi occhi splendenti. Mio padre invece era piccolo di statura, ma un grande uomo, dalla comunità considerato il più saggio. Se pur combinato dai genitori, il loro è stato un matrimonio d’amore: mamma aveva dodici anni, papà venti.
Dopo tre maschi, sono stata la prima bambina, desiderata per quasi vent’anni.
Quando sono nata mi hanno dato un nome dolcissimo, a ricordo della loro attesa: Nambena, in malgascio la “Ben Arrivata”.

ascolta Due infanzie per Nambena

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Premio Speciale Slow Food Terra Madre: Tetyana Gordiyenko (Ucraina)

2011_LM-06L'incipit di Tutto sul caffè

“Vsjò o kòfe. Tutto sul caffè”.
Così si legge sulla copertina di un libercolo un po’ malandato: si vede che era stato consultato spesso. Ci sono altri due libri pertinenti la cucina che i
miei genitori mi avevano caricato nella valigia quando sono partita per l’Italia: Mille ricette con il pesce di mare e I piatti con il pollo. Il pesce di mare nell’Italia circondata dai mari si compra a peso d’oro. I polli ruspanti non si trovano e quelli non ruspanti rendono meglio come polli arrosto.
Sui polli arrosto si specializza la rosticceria all’angolo e non intendo farle concorrenza. Perciò, i preziosi volumetti sugli ittiopsidi e sui Gallus gallus, riposano in pace sulla mensolina dedicata ai libri di cucina. Ma la brossura sul caffè viene tirata fuori ogni tanto, e quando si trova nelle mie mani, vuol dire che l’occasione è speciale.

ascolta Tutto sul caffè

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Premio Speciale Torino Film Festival: Alexandra Petrova (Russia)

2011_LM-07L'incipit di Un giorno da cani

Pensavo che Bobby fosse nascosto dentro l’armadio, certo, non è un gatto, ma comunque è piccolo e, da come me lo immagino, birichino. Sono entrata nella stanza da letto e ho aperto questa specie di mobile che di “mobile” non ha nulla. Sembra una cosa che esiste da sempre, immobile, in questa brutta palazzina di periferia degli anni cinquanta, in una stanza da letto dove, stranamente, non c’è un letto ma una brandina, con un copriletto assai elegante, con una piega a metà. Pensavo a quanto tempo ci volesse per fare una piega del genere e che io non sarei mai riuscita a farla. Non ho pazienza per le cose inutili. Ormai non stiro neanche. Prima lo facevo. 
Lavavo anche a mano e le lenzuola le portavo in lavanderia mettendo prima un numero che scrivevamo, io o mia madre, con penna e calamaio su un pezzo di
stoffa, per poi cucirlo sull’angolo di ogni singolo panno. Però ho la strana sensazione che prima, di tempo, ne avevamo di più.

ascolta Un giorno da cani

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Premio della Giuria Popolare: Elisa Muscarello (Vietnam)

2011_LM-08L'incipit di La Terra Materna

Carissima mamma,
Oggi le grigie nuvole non hanno abbandonato neanche per un istante il cielo e dato che non ha fatto che piovere, non sono andata da nessuna parte e sono
rimasta a casa, quindi non ho niente da raccontarti a fine giornata come di solito. In cambio ti scrivo cosa ho pensato dopo due settimane qui nel tuo
Vietnam. Due settimane non sono molte per farmi conoscere bene il tuo paese, ma sono sufficienti per farmi comprendere la tua nostalgia per un luogo che chiami terra materna.
Ti ricordi nell’estate 1995, la prima volta che hai portato qui me e mio fratello Pino? Allora avevo solo 9 anni, non ero in grado di poter capire perché i tuoi occhi erano così lucidi, che solo per poco tempo avrebbero potuto trattenere le lacrime al momento che hai messo i piedi all’aeroporto Tan son Nhat; tu, sorridente all’accoglienza dei parenti eri emozionata e abbracciandomi mi sussurrasti all’orecchio qualcosa, qualcosa che non aveva bisogno di essere specificata per farmi capire:«Dodici anni… Dodici anni sono già passati…».

ascolta La Terra Materna

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 Le autrici premiate all'edizione 2011

Proponiamo un contributo video per conoscere le autrici premiate nell'edizione 2011 del Concorso.

A loro abbiamo chiesto di individuare una parola chiave che possa connotare il tema del racconto proposto e di raccontarci cosa signichino per loro le parole "lingua madre" e "Italia".

Le autrici premiate a Lingua Madre 2011

Le premiate del 2011

 

Daniela Finocchi
ci parla delle importanti novità del Concorso che con iniziative e proposte sta sempre più rafforzando il suo ruolo nella produzione culturale a favore dello scambio interculturale e di punto di riferimento per studi e approfondimenti rispetto al genere e all'integrazione.

Lingua Madre 2011, Daniela Finocchi

Daniela Finocchi

Lingua Madre 2010

I racconti premiati e le loro autrici
Storie di vita e di passioni, di speranze e di paure, di emozioni.
Da tutto il mondo all'Italia, i racconti di Lingua Madre narrano nella lingua di adozione, l'italiano, storie di nuova integrazione.
Le novità dell'edizione 2010, ricca della ricchezza dei racconti che moltissime donne straniere - molte le giovani e le giovanissime - hanno presentato per concorrere, certo, ma soprattutto per aprire uno scorcio sul loro universo, su quel mondo che - sconociuto ai più - hanno consentito di "sfogliare" e di cogliere nelle loro pagine.

Prima classificata: Kamela Guza (Albania)

2010_LM-1b

L'incipit di Il luogo dei confini

La strada era asciutta. L’aria bagnata. Il cielo ancora scuro in attesa dell’ingresso del sole. Il treno per Treviso partiva alle 6.30. Era una di quelle giornate che si sa come inizieranno già la sera prima, con tutti i dettagli chiari nell’immaginazione, ma che non si sa come possono evolversi nel tempo. Tutto era formato nella mente: alzarsi alle 05.45, evitando di dedicare anche il minimo pensiero al proposito; buttare un libro nella borsa, uno a caso; prendere l’autobus numero 31 o 32 per andare alla stazione; aspettare il treno delle 06.30; scendere a Treviso Centrale; imboccare la strada per la questura lasciandosi alle spalle le mura della città di mattoni rossi e la domanda "chissà dove vanno a finire?"; arrivare a destinazione dopo aver vissuto il silenzio rumoroso della prima mattina in città.

ascolta Il luogo dei confini


Seconda classificata: Leila Mirkamali (Iran)

2010_LM-2bL'incipit di Rosso e Grigio

Il teatro era proprio al centro della città. Davanti al palazzo principale del governo. Tutti i potenti erano già lì. La città era bloccata dalle macchine dei politici: era un giorno nel quale si decidevano tante cose per noi, noi popolo…
Il mio amico mi aveva raccomandato di essere lì prima dell’inizio dello spettacolo, dovevo incontrare il direttore della sala e soprattutto dovevo essere vivace, bella, anzi bellissima.
Stavo cercando lavoro. Forse questa poteva essere la volta buona per me, un’occasione per riuscire magari a trovare un lavoro.
Era pomeriggio. Si stava esibendo un gruppo comico che dicevano aver avuto molto successo. Era da tanto tempo che nella nostra città non si stava in allegria.
Avevo messo una gonna corta, dei tacchi alti e del trucco, tanto trucco. Una maglietta sottile che risaltava le curve dei miei seni. Prima di uscire di casa, mi guardai allo specchio. Ero bella. Una soddisfazione tutta femminile.

ascolta Rosso e Grigio


Terza classificata: Monica Vodarich (Croazia)

2010_LM-3bL'incipit di Florence e il suo mondo parallelo

Sono Florence e ho ventidue anni, sono viva ma non esisto, ho un padre e una madre ma sono sola al mondo, ho cinque fratelli ma nessuno da abbracciare, sono una ragazza innamorata ma da un anno nessuno sfiora il mio corpo, ho un sacco di cose da dire, di sogni da inseguire, di desideri da esaudire.
Sono la protagonista di un mondo parallelo, vivo nel limbo, galleggio in un mare salato, con le mani e i piedi divaricati, crocifissa, inchiodata a un’esistenza triste e silenziosa.
Mi nascondo.
Sono invisibile.
Sono clandestina.
Detta così non sembra terribile, la clandestinità in fondo è una condizione comune a milioni di individui in ogni parte del mondo, è solo un modo di dire, e se rimanesse tale non farebbe tanto male. Ma, purtroppo, diventa anche un modo di essere, ti penetra nelle ossa, ti cambia i lineamenti, ti corrode la pancia al punto da rendere possibile che qualcuno ti guardi attraverso e tu diventi invisibile.

ascolta Florence e il suo mondo parallelo


Premio Speciale Donne italiane raccontano Donne Straniere: Marina Crespo (Italia)

2010_LM-4bL'incipit di Piatto unico

Yewande era entrata alla prima fermata, Anna alla seconda, Tagliabue alla terza. Yewande voleva stare sola, Anna voleva stare in compagnia, Tagliabue voleva fare presto. Yewande sedeva al finestrino, Anna all’angolo vicino alla porta, Tagliabue di fronte ad Anna. Yewande tornava dal lavoro, Anna andava dal padre e dal fratello, Tagliabue si chiedeva ancora una volta se il viaggio per quel funerale non fosse un ennesimo sbaglio.
Dentro, lo scompartimento esalava odore di plastica vecchia e di pavimento mal lavato. Fuori, contro muri color carne morta, glicini e rose sprigionavano profumi viola e gialli.

ascolta Piatto unico


Premio Speciale Rotary Club Torino: Alia Alloh (Palestina)

2010_LM-5bL'incipit di Viaggio per la Palestina

Leggendo la storia di questa terra e andandoci per la seconda volta da quando sono arrivata in Italia ho capito che la Palestina ha un suo fascino e un profondo significato. La Palestina è il cuore del mondo. Nei vicoli di ogni paese sono passati grandi profeti e in ogni più piccolo luogo c’è la memoria dei nostri antenati. Questa terra è unica.
Tutti i paesi del mondo hanno laghi, fiumi e montagne che ne stabiliscono i confini. Ma fra Nazareth e Gerusalemme non esistono divisioni. Si può passare da una città all’altra percorrendo terre che fanno parte di un insieme, di un unico paesaggio: qui la natura non ha creato frontiere.
Le frontiere e i confini in questa terra non sono mai esistiti se non da quando li ha creati l’uomo.

ascolta Viaggio per la Palestina


Premio Speciale Slow Food Terra Madre: Veronica Orfalian (Armenia)

2010_LM-6bL'incipit di Ricordi alla menta

Iskuhì era seduta sul tappeto con le mani sulla pancia del cane di casa e Aram sedeva sul divano in silenzio. Il viso di Manik si rigò di lacrime, le mancava suo marito, le mancava il sole, i rumori della gente del mercato, gli odori di cumino e spezie che provenivano dalla strada. Il telefono finalmente squillò, si precipitò a rispondere. Era suo marito che dopo lunghe ore di attesa finalmente era riuscito a prendere la linea. Attraverso il telefono, la voce dell’uomo riscaldò il cuore della malinconica Manik, riportando tanta felicità sul volto di Aram.
Mi spiegò che quell’espressione di momentanea gioia sul volto del figlio l’aveva emozionata e ogni tanto le ritornava in mente: non sono forse i bei ricordi capaci di donare consolazione in momenti difficili?

ascolta Ricordi alla menta


Premio Speciale Torino Film Festival: Leoreta Ndoci (Albania)

2010_LM-7bL'incipit di Burnesha

Scorrono come le pagine di un libro i miei ricordi. Dodici anni fa ho scelto di essere una ‘burrneshe’. Ho scelto di vivere da uomo nel corpo di una donna. Ho scelto di essere donna-uomo. Oggi avevo voglia d’amore e nessuno che me ne desse. Oggi ho baciato un uomo. Oggi ho spezzato un giuramento d’onore ma ho scoperto il sentimento più nobile che esista. Questa passione, sentimento estraneo per me spegnerà il cuore di qualcuno."
Sono nata settimina. Un parto facile e inaspettato, avevo fretta di venire al mondo. Poche ore prima della mia nascita la mamma è andata a prendere l’acqua alla fonte, circa mezz’ora da casa. In quei momenti mi sentivo amata e felice. Durante il tragitto mi faceva una carezza e io la salutavo con un calcio. Era il nostro saluto quotidiano.

ascolta Burnesha

Lingua Madre 2009

I racconti premiati e le loro autrici

Albania, Vietnam, Serbia sono i Paesi di provenienza delle tre vincitrici dell'edizione 2009 del Concorso letterario nazionale Lingua Madre.

Il Concorso letterario nazionale Lingua Madre - ideato da Daniela Finocchi  vede il sostegno di Fiera Internazionale del Libro Torino, Regione Piemonte con l’Assessorato alla Cultura, l’Assessorato alle Pari Opportunità e la Commissione Pari Opportunità. Molte le collaborazioni con enti e istituzioni, tra questi Torino Film Festival, Slow Food-Terra Madre e Rotary Club Torino Mole Antonelliana, cui sono stati dedicati premi speciali. Media sponsor è la Repubblica con l’inserto Metropoli - Il giornale dell’Italia multietnica.

 

Prima classificata: Alketa Kosova (Albania)

2009_LM-1Nata a Pogradec (Albania) è in Italia da 1994. Scrittrice e mediatrice culturale, attualmente svolge attività di collaborazione per la mediazione culturale presso l’associazione l’Albero della Salute. Da diversi anni frequenta il Laboratorio di Scrittura Grafio con il quale nel 2008 ha pubblicato quattro racconti inseriti nel libro "Laboratorio Forme 1″ (Attucci Editore).

Nel 2005 è stato pubblicato da "D-la Repubblica delle Donne" il racconto "Il passato" con il quale ha partecipato al concorso "Scritture Circolari" a Bologna.

 ascolta Fratello sole, sorella luna

 

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Seconda classificata: Marja Sabadini (Vietnam)

2009_LM-2Nasce in Vietnam nel 1969 dove trascorre i suoi primi anni di vita che influenzeranno la sua esistenza. 
Attualmente vive con le sue bimbe Sirya e Nicole a Pinerolo e lavora part-time in un ufficio del territorio.
Si esibisce con tutta la famiglia, tempo e salute permettendo, nelle piazze come artista di strada, in danze con il fuoco e laboratori di creatività. Sogno nel cassetto di Marja: tornare in Vietnam per cercare la sorella persa e ciò che resta delle proprie origini.
 ascolta Il sogno di Marja

 

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Terza classificata: Gordana Grubac (Serbia)

2009_LM-3E’ nata in Serbia nel 1977. Si è laureata in lingua e letteratura italiana a Belgrado, dove ha insegnato per alcuni anni prima di venire in Italia.Vive in Italia da 5 anni e lavora come impiegata in un’azienda di informatica. Le è sempre piaciuto scrivere, attualmente sta scrivendo una grammatica e un dizionario della lingua serba.

 

 ascolta Come l'edera

 

Premio Speciale Donne Italiane raccontano Donne straniere: Alessia Femiani (Torino)

2009_LM-4Alessia Femiani è nata a Torino nel 1990. Frequenta la classe quinta presso il Liceo Scientifico Statale Piero Gobetti di Torino. 
Ha giocato per due anni nella FCF Juventus. Ha sempre avuto una passione per i bambini, passione alimentata anche dall’esperienza di animazione presso il suo oratorio.  “La domanda di una bambina” è stata la sua prima esperienza letteraria, che si spera possa essere l’inizio di una prolifica produzione.

 ascolta La domanda di una bambina

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Premio Speciale Rotary Club Torino Ruth Segitz (Germania)

2009_LM-5Ruth Segitz è nata a Oberammergau, nel sud della Germania, nel 1961. 
Cresciuta a Norimberga, dove ha svolto i suoi studi, fin da bambina ha manifestato grande interesse per il disegno, in particolare a matita. Per migliorare questa passione, ha frequentato corsi di pittura con noti artisti tedeschi. 
Sposata in Italia dal 1992, madre di un figlio, vive a Orzinuovi, in provincia di Brescia

ascolta Kurt

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Premio Speciale Slow Food Terra Madre: Lydia Keklikian (Libano)

2009_LM-6

Cittadina italiana, nata in Libano da famiglia armena è laureata in Scienze Sociali a Beirut, diplomata in Scienze Religiose a Brescia, laureanda in Lingue Orientali a Venezia. Da anni si occupa di immigrazione, intercultura e mediazione culturale con particolare attenzione ai temi legati alle religioni, alla donna orientale, alla cultura araba armena e turca per quanto riguarda le leggi di famiglia, le tradizioni sociali e culturali attraverso la fiaba la musica e la cucina.

ascolta Tabboulé, una nuova ricetta per l'integrazione

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Premio Speciale Torino Film Festival: Sarah Lukanic (Croazia)

2009_LM-7

Nata in Croazia, si è laureata in Letteratura all’Università di Fiume. Ha lavorato come addetto stampa per il Teatro Nazionale di Spalato e ha collaborato con quotidiani di Spalato e di Fiume come critico teatrale. Nel 1987 si è trasferita a Roma dove tutt’ora risiede. Dal giugno 2004 ha scelto di scrivere in lingua italiana e ha conseguito diversi riconoscimenti in alcuni importanti concorsi letterari. Dal 2006 collabora stabilmente con il settimanale Internazionale e partecipa ai progetti della Bottega Interculturale del Premio Solinas.

ascolta Fiocchi di neve

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Lingua Madre 2008

I racconti premiati e le loro autrici
Brasile, Cambogia, Ghana sono i paesi di provenienza delle tre vincitrici del III Concorso letterario nazionale Lingua Madre.

Prima classificata: Claudiléia Lemes Dias

"Lo straniero è la somma di molti "NO": non parla la nostra lingua, non ha le nostre origini, non educa i figli come noi... Solo quando togliamo questi "NO", allora lo straniero diventa uno di noi"

2008_LM-1L'incipit di FPS 25

C’era una volta una spiaggia di sabbia rosa, così surreale come la storia che mi appresto a raccontarvi. Non vi nego che la mia deontologica morale mi impedisce di rivelarvi la latitudine e longitudine dove questo buffo episodio si svolse, non solo per proteggere l’identità dei personaggi coinvolti, ma anche per celare quel pezzo di paradiso dove, in una mattina di settembre, un intrepido barcone attraccò, con un totale di venti marinai ritinti. Le loro iridi erano di un nero così profondo che avrebbero amareggiato chiunque si fosse avventurato a sostenere la malinconia di quegli sguardi. Un colpo d’occhio sarebbe stato sufficiente a far cadere anche voi nell’abisso della consapevolezza, da dove neanche la speranza, cosciente improvvisamente di tanta intrisa ingiustizia, avrebbe mai potuto salvarsi.La prima a scendere dal barcone fu un’anziana signora. Portava il peso dei suoi cinque gradi di miopia assieme ad una croce Copta pendente dal lungo collo, simile a quello delle muse un po’ scurite di Modigliani.

ascolta FPS 25

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Seconda classificata: Fatima Ahmed

 "Poter parlare l'italiano, questa lingua meravigliosa e poetica è una grande conquista per me, un dono"

2008_LM-2L'incipit di Gocce di Ricordi

Ho sempre amato il rumore della pioggia: che sia sul tetto della casa, sull’asfalto, sui bidoni di latta allineati nel cortile, oppure semplicemente sulla punta dei piedi nei giardini pubblici.

E’ domenica mattina, e piove. Sono svegliata dal rumore assordante delle gocce sul tetto; trovo un grande piacere nel poter tirare su le coperte morbide fino al collo e guardare scorrere le gocce a rivoli sui vetri della finestra.
Avvolta nelle lenzuola mi sento protetta, nel minuscolo abbaino in cima ad un palazzo di dieci piani. Io che ho passato l’infanzia su una casa a palafitta, dove le gocce di pioggia e l’acqua del fiume si confondevano, durante la stagione delle piogge, e dove bastava sporgersi dalla finestra per poter vedere l’acqua tumultuosa, color fango, del fiume che si scatenava sotto il nostro pavimento. Al decimo piano tutto appare lontano, inafferrabile, è una dimensione nuova che mi inquieta non poco.

ascolta Gocce di ricordi

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Terza classificata: Herrety Kessiwaah

"Raccontare le mia storia è stato un modo di sentirmi vicina a casa, alla mia "terra madre", e di dire a tutti che la vita, se tiriamo avanti, non muore mai"

2008_LM-3L'incipit di Nanà

Voglio, mi piace, sogno un mondo fatto di allegria. Amo essere allegra, sono Nanà, Herrety, Kessiwaah e molto altro. Sono il Ghana, sono di Kumasi, sono i miei quarant’anni sono i miei cinque figli. Adoro la musica, la vita, il canto.

Bambini per me, alberi e foreste, libertà di essere.

Sono i colori della mia bandiera, sono una Ashanti.

Il mio stool è bellissimo, è fatto con legno di un albero, mi ci sono seduta diverse volte, crescendo. E’ un sedile bianco e sacro. Il Ghana… Il Ghana è per me la mamma, la terra che accoglie, che nutre. E’ una terra ricca e fertile. E’ una terra magica. Si respira la natura, e le cose belle che Dio ha creato. Alberi, uomini, animali tutti insieme, caffè, mango, ferro. I bianchi nelle nostre terre si sono arricchiti. Amo viaggiare, i ghanesi amano viaggiare. C’è un re per ogni villaggio. Quando muore un re lo si ricopre d’oro e resta seduto sul suo stool. Amo questa cultura del rispetto.

ascolta Nanà

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Premio Donne Italiane: Francesca Mautino

"Il racconto prende spunto da un mio vissuto, l'incontro con una donna che piange. Non ci sono dialoghi: le due protagoniste si vedono, si guardano, riflettono, e si capiscono"

2008_LM-4L'incipit di Scintille Colorate

Le città sono fatte di abitudini calpestate da passi veloci e sguardi che si negano. Ogni corpo è impegnato in un’elaborata danza di sottrazione da altri corpi e gli occhi scrutano sempre il basso, come qualcuno che abbia perso qualcosa di importante e trascorra l’intera vita nel tentativo di ritrovarla. Ogni tanto, ma solo in rare occasioni, alzo lo sguardo e osservo le persone, un particolare, un gesto, o il titolo del libro che stanno leggendo sull’autobus, per sapere in quale storia sono così immerse, da dimenticare che sono circondate da storie che camminano. E mi piace guardare il sorriso delle ragazze quando, le cuffie nelle orecchie, ascoltano proprio quella canzone, quella che fa pensare loro all’amore e alla possibilità che esista davvero, o i loro occhi, quando si coprono di una luce violacea, e allora capisco che loro lo sanno già, sanno che il tempo dell’amore è passato e non c’è possibilità che ritorni, perché hanno deciso di non volerne più.

Una sera, nella metropolitana, vidi una donna piangere.

ascolta Scintille colorate

Blog Concorso Letterario Lingua Madre

Concorso Letterario Lingua Madre

Il Blog del Concorso Letterario Lingua Madre.

Il Concorso letterario nazionale Lingua Madre, ideato da Daniela Finocchi, nasce nel 2005 e trova subito l’approvazione e il sostegno della Regione Piemonte e del Salone Internazionale del Libro di Torino.

E’ il primo ad essere espressamente dedicato alle donne straniere - anche di seconda o terza generazione - residenti in Italia che si raccontano, utilizzando la nuova lingua del paese d'adozione (cioè l’italiano), offrendo un interessante profilo delle identità migranti, del rapporto tra le proprie radici e il mondo “altro”.

Un’opportunità per dar voce a chi abitualmente non ce l’ha, cioè gli stranieri, in particolare le donne che nel dramma dell’emigrazione/immigrazione sono discriminate due volte.

foto sopra: il video Trailer del Concorso (Kami comunicazione, 2008)

Alcune edizioni del Concorso Lingua Madre

LM_2008.bis

LM_2009.bis

LM_2010.bisLM_2011.bis

Senza voce, senza terra, soli

Senza muri, senza terra, soli

 

La compagnia Fabula Rasa, in collaborazione con Assemblea Teatro, ha presentato in anteprima al Salone del Libro lo spettacolo teatrale "Senza voce, senza terra, soli" tratto dai racconti del Concorso Lingua Madre.
Un racconto al femminile di straordinaria intensità, parole di donne che ribaltano le prospettive e invitano all’ascolto. Gli epiloghi sono talvolta tragici ma non manca l’ironia. La storia dei migranti di ieri, quasi cancellata dalla memoria, riprende forma in altri racconti di viaggi, strappi e slanci sempre diversi e sempre uguali. La incontriamo negli occhi, nei visi, nei colori e negli odori di chi ci passa accanto per strada, lavora, lotta per vivere come noi, sogna come noi.
Con:Patrizia Nicola autrice teatrale, Beppe Gromi regista Fabula Rasa, Renzo Sicco Assemblea Teatro
In scena:Maurizio BertoliniRoberta BonettoMassimo CafarellaFrancesca CarnevaliLaura MalaterraElena MaritanoSara RossinoMassimo Valz Brentae. Con la partecipazione di Sonia AimiuwuEsther Ruggiero.
Introduce Daniela Finocchi.