Caffè digitali: la web reputation

Caffè digitali. La web reputation è una cosa seria.

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Abbiamo ripescato dal frasario un mantra della comunicazione "tradizionale", “L’IMPORTANTE E’ CHE SE NE PARLI”, per scoraggiare ogni tentazione che sia sufficiente “agitare le acque” per far crescere la la propria visibilità o quella del brand.

Se l’obiettivo è la popolarità, cioè essere conosciuti e affermati nella sfera internet, come se ne parla diventa una questione molto più importante di quanto accadeva prima del web 2.0. Nelle piazze virtuali i messaggi si propagano da uno a molti e loro diffusione diventa, non a caso, virale. Per questo gli ambiti da consolidare sono quello della reputazione per far sì che il web parli bene di noi, della nostra azienda o del nostro brand-e dell’autorevolezza cioè pubblicando sul web contenuti pensati non solo per attirare visitatori ma mirati a creare conversioni. Facile a dirsi ma a farsi?

Ci sono almeno tre ambiti che è bene approfondire per evitare errori nella rete.

1. I motori di ricerca

Utilizzano algoritmi semantici sempre più capaci di “ascoltare” la reputazione che ci conquistiamo on line. Valutano il nostro sito non solo per aspetti tecnici, quali la velocità e la coerenza della struttura, l’ottimizzazione di testi e immagini, ma lo premiano se utilizza parole chiave efficaci ben posizionate all’interno dei testi, se i contenuti sono aggiornati.
Guardano anche ai cosiddetti fattori off page premiando la rilevanza dei siti che lo segnalano, la coerenza dei link che portano ai nostri contenuti, penalizzando l’acquisto indiscriminato di link che generano flussi non pertinenti e anomali al nostro sito. "Pesano, cioè le nostre relazioni" , ambito in cui i social network assumono grande importanza.  

2. Il web è relazionale 

Nulla è acquisito per sempre e nulla è irraggiungibile ma richiede continui aggiustamenti. Per conoscere se stessi e il settore d'interesse è necessario ascoltare la rete, monitorare le nostre attività ed analizzare i risultati. Scopriremo così come posizionarci sfruttando al meglio alcune parole chiave che, secondo il modello della coda lunga, sono meno rilevanti rispetto a quelle principali, generalmente molto inflazionate, ma che possono arrivare efficacemente a pubblici mirati ed ampliare il bacino d’interesse. Oppure sapremo seguire i trend del momento ed inserirci o creare conversazioni interessanti. 

3. I contenuti devono essere di qualità

Cioè interessanti e originali (intendendo con ciò, anche, non ripetuti), pertinenti e rilevanti nel settore, condivisibili. Che si tratti di un sito, di un blog o delle pagine social, l’autoreferenzialità on line fa poca strada mentre è vincente capire quali contenuti possano essere utili per i pubblici di riferimento. I contenuti non sono solo i testi ma immagini e video sono molto efficaci. Da tenere sempre presente che ciascun lettore è anche un editore, può cioè commentare e criticare il nostro operato, può condividerlo rafforzandone il significato; può contribuire a rendere virale un contenuto e scegliere di rimanere in contatto con il tuo brand.


Nella rete si incontrano persone, per questo i contenuti sono centrali in una strategia mirata alla popolarità e ad instaurare relazioni durature con i propri pubblici. E’ come percorrere una scala, un gradino per volta, trasmettendo fiducia, valori ed emozioni, con capacità di dialogo. Cercare scorciatoie e non far caso alle falle può essere molto pericoloso. Molto più utile è programmare gli obiettivi da raggiungere e pianificare le attività, ma di questo parleremo la prossima volta.