Storytelling

Storytelling: se racconti una storia è più facile far capire chi sei

 storytelling"Alice cominciava a sentirsi assai stanca di sedere sul poggetto accanto a sua sorella, senza far niente: aveva una o due volte data un'occhiata al libro che la sorella stava leggendo, ma non v'erano né dialoghi né figure, - e a che serve un libro, pensò Alice, - senza dialoghi né figure?
E si domandava alla meglio, (perché la canicola l'aveva mezza assonnata e istupidita), se per il piacere di fare una ghirlanda di margherite mettesse conto di levarsi a raccogliere i fiori, quand'ecco un coniglio bianco dagli occhi rosei passarle accanto, quasi sfiorandola.

Non c'era troppo da meravigliarsene, né Alice pensò che fosse troppo strano sentir parlare il Coniglio, il quale diceva fra se: «Oimè! oimè! ho fatto tardi!» (quando in seguito ella se ne ricordò, s'accorse che avrebbe dovuto meravigliarsene, ma allora le sembrò una cosa naturalissima): ma quando il Coniglio trasse un orologio dal taschino della sottoveste e lo consultò, e si mise a scappare, Alice saltò in piedi pensando di non aver mai visto un coniglio con la sottoveste e il taschino, né con un orologio da cavar fuori, e, ardente di curiosità, traversò il campo correndogli appresso e arrivò appena in tempo per vederlo entrare in una spaziosa conigliera sotto la siepe.
Un istante dopo, Alice scivolava giù correndogli appresso, senza pensare a come avrebbe fatto poi per uscirne.
La buca della conigliera filava dritta come una galleria, e poi si sprofondava così improvvisamente che Alice non ebbe un solo istante l'idea di fermarsi: si sentì cader giù rotoloni in una specie di precipizio che rassomigliava a un pozzo profondissimo”.

 A questo punto la voglia di scoprire cosa sarà della buffa ragazzina che insegue un coniglio parlante è così "universalmente condivisa" da aver fatto la fortuna di uno dei romanzi più famosi della letteratura per ragazzi e non solo.
Un coniglio normale e una bambina meno annoiata e curiosa probabilmente non avrebbero risvegliato altrettanto l’interesse ma è il ribaltamento di una situazione normale, che si verifica con un fatto inatteso e pericoloso, a innescare l’azione.
Nell’insieme l’incipit di “Alice nel paese delle meraviglie” ci insegna molto su quello che un racconto può fare per "agganciare" il suo lettore e per coinvolgerlo. Ci fa capire come una buona storia, a prescindere dall’argomento e dalle finalità per cui viene narrata, possa essere considerata per la sua "efficacia una “strategia” comunicativa.
Su questo terreno la narratologia e la semiotica hanno insegnato molto e influenzato generazioni di comunicatori e pubblicitari. Nell'era 2.0 sono le tecniche di storytelling a riportare al centro dell'attenzione gli importanti vantaggi della narrazione nel processo molto delicato di "traduzione" di contenuti complessi in forma di racconto.

Perchè lo storytelling è strategico

Vediamo alcuni motivi di efficacia per per cui lo storytelling può essere a tutti gli effetti un alleato di una strategie comunicativa:
•   non persegue un fine fortemente persuasivo e unidirezionale nella trasmissione del messaggio (come invece fa spesso la pubblicità nel comunicare un prodotto), utilizza invece una modalità coinvolgente che crea relazione e partecipazione emotiva (molto più adatta ad emergere in un mare di informazioni);
•   segue uno schema preciso in cui i valori in gioco assumono le sembianze di personaggi, di brand, di prodotti. Tra di loro si creano competizioni e alleanze finalizzare al superamento di prove e al raggiungimento di obiettivi;
•   indica una trasformazione dalla situazione iniziale a quella finale in cui il soggetto si ricongiunge con l’oggetto del desiderio. In questo ha una funzione educativa, muove a un cambiamento che è il motivo per cui si investono cifre, anche considerevoli in azioni di marketing e comunicazione.

A queste considerazioni aggiungiamo che l’efficacia dello storytelling è oggi amplificata dagli strumenti a nostra disposizione: è adatta alla multimedialità (può essere raccontata con testo scritto, immagini, video, ecc) e alla cross-medialità che integra nelle storie modalità di narrazione differenti, è inoltre una modalità aperta, conversazionale e quindi particolarmente intregrabile con le opportunità offerte dai social network. Gli ingredienti ci sono tutti, cerchiamo ora qualche esempio.  continua #Storytelling2